Una visita in città

Sabato mattina siamo stati a San Francisco! Il sole splendeva e ci è sembrata una buona occasione per fare un giro. Abbiamo percorso l’interstate 280 fino ad arrivare in città. Il traffico era piuttosto intenso, soprattutto una volta raggiunte le prime abitazioni. Abbiamo quindi deciso di deviare verso la spiaggia. Fortunatamente abbiamo trovato un buon posto per la macchina. Attraversata la strada eravamo già in spiaggia! Che meraviglia! Il sole era forte e faceva caldo: quasi 28°C. Niente male per un sabato di ottobre!
La spiaggia era molto molto ampia. C’erano molte persone che facevano surf, e stavano in acqua in attesa dell’onda giusta. Quando quest’ultima arrivava, alcuni uccelli giocavano vicino al bordo dell’acqua. Anche loro amano le onde 🙂
Davide ha molto apprezzato la sabbia, che già aveva avuto modo di conoscere quest’estate in Toscana. Ha subito iniziato a gattonare avanti e indietro, fatto trascorrere i granelli tra le dita delle mani e ovviamente se n’è cacciata una bella manata in bocca…

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Andrea si è tolto le scarpe rimboccato i pantaloni e sono andati a giocare sul bagnasciuga. Il mare era birichino e arrivava in fretta, ma Davide non si faceva affatto spaventare, anzi: era entusiasta!
Il movimento ci ha fatto venire fame. Quindi abbiamo preso l’auto e siamo andati in cerca di cibo. Dopo qualche isolato abbiamo trovato una zona ricca di posti vicini interessanti. Con un bimbo piccolo, però, la scelta si riduce sempre un po’. Non tanto per gli alimenti, quanto per il chiasso e la confusione che gun bimbo può sempre generare. Quindi siamo entrati in un ristorante thailandese. Abbiamo poi scoperto che era comunque uno dei migliori della città! Davide ha mangiato con molto piacere un ottima insalata di avocado (non tutta ovviamente). Con altrettanto gusto, io e Andrea ci siamo lanciati su alcuni piatti tipici della cucina del Siam. Era tutto ottimo, Davide è stato tranquillo e rilassato, e gli altri avventori e il personale erano deliziati dalla sua presenza 🙂
Dopo pranzo rifocillante, però, Davide ha iniziato a dare segni di stanchezza. Pertanto ci siamo diretti verso la macchina e poi verso casa. Durante il tragitto Davide ha schiacciato un pisolino. È stata una gita molto piacevole e penso che ripeteremo presto la visita a San Francisco.

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La barriera linguistica

Come forse alcuni di voi sanno, questa non è la nostra primissima esperienza da emigrati. Andrea ha vissuto un anno in Olanda, io invece ho solo tentato con Berlino.
Il mio inverno berlinese è stato, come si suol dire, breve ma intenso. Non mi mancavano contatti e amicizie, ma avevo grosse difficoltà quando si trattava di interagire con l’esterno: non trovavo nemmeno il coraggio di lasciare il mio CV nei negozi. Anche solo entrare dal fotografo, per farmi scattare la foto da apporre in cima, richiese in pratica una mattinata di training autogeno.
Mi sembrava che, in quel melting pot che è Berlino, per me, che la lingua la parlavo sì, ma non alla perfezione, non ci fosse proprio posto. La mia paranoia arrivava al punto che preferivo negozi e ristoranti gestiti da cinesi o turchi, semplicemente perché lì non sarei stata l’unica a parlare un tedesco un po’ stentato.
Domenica scorsa alla frontiera in aeroporto siamo stati accolti da un’agente dai tratti asiatici, e fin qui nulla di insolito. La cosa che mi ha veramente sorpresa è stata il suo marcato accento nel parlare inglese. E ho pensato che forse qui dal punto di vista linguistico le cose andranno un po’ meglio. Per ora l’esperienza mi sta dando ragione: da queste parti, non solo sembrano avvezzi ad aver a che fare con chi parla “diverso”, ma spesso sono loro stessi a sfoggiare accenti improbabili, anche se (come la signora doganiera) ricoprono cariche che lavorano a contatto col pubblico. E questa cosa a me sta piacendo tanto.

O forse, molto più semplicemente, l’inglese è facile e il tedesco difficile 😀

Random stuff I want to remember (first impressions)

L’aria che profuma di pini marittimi ed eucalipti quando scendiamo dall’auto la prima sera
Gli scoiattoli
I colibrì! Vivi! Non ne avevo mai visto uno!
Cercare un posto per la colazione su yelp e trovare che il più buono (ed è davvero buono) è di un ragazzo di Porretta Terme
Andare in overload sensoriale da Whole Foods (“che meraviglia questo banco del pesce…e hai visto la grafica delle etichette dei formaggi??”) e spendere un patrimonio
La pasta (buona) e il sugo (fetente), e il fatto che un piatto di pasta al sugo resta la cosa più semplice che venga in mente di preparare quando si deve fare una spesa d’emergenza
Davide, sballato dal fuso orario diverso, che esplora la casa esultando per la moquette sotto alle ginocchia gattonanti
Un enorme cartone di latte di cocco, al posto di quello di mucca, per i cereali a colazione
Il navigatore satellitare che si fa beffe di noi
La sensazione di hangover del jet lag, gli occhi che bruciano, gli sbadigli e la fatica
Il letto candido e morbido come una nuvola
La luce, la terra polverosa, il sole caldo