Vorrei scrivere più spesso… 

…ma la verità è che Facebook è così comodo per quelle volte che si vuol raccontare un aneddoto o uno scambio di battute, che alla fine mi ritrovo sempre a ponderare argomenti mastodontici e a non pubblicare poi niente di che. Detto questo, non tutti quelli che leggono questo blog sono miei amici su Facebook, quindi un aggiornamento ogni tanto ci sta. 
Noi quattro stiamo bene: tra qualche giorno torneremo in Italia per trascorrere un po’ di tempo in famiglia, nel frattempo ci godiamo un pochino questa città meravigliosa che col bel tempo è ancora più piacevole e ricca di cose da fare e vedere. I parchi brulicano di festival, ogni caffè sfodera i suoi posti all’aperto, i londinesi sfruttano ogni centimetro quadrato di verde per pic nic e riposini “alfresco”. Tutto ciò è particolarmente interessante con due bambini piccoli da tenere occupati, dato che, per quanto riguarda Davide, l’asilo ha finalmente chiuso i battenti per la pausa estiva, e Olivia è ancora a casa (nonostante il primo compleanno sia dietro l’angolo). Nei giorni più caldi, restare chiusi in case fatte apposta per trattenere più calore possibile il resto dell’anno è una sfida al buonsenso anche per le mamme più sleep deprived. Quindi si riempie lo zaino di vettovaglie, si inforcano gli occhiali da sole per nascondere l’occhio pallato post ennesima nottata insonne e, dopo un’oretta di preparativi, inseguimenti e placcaggi vari, si riesce, già esauste, a chiudersi dietro la porta di casa e a strisciare verso un parco giochi qualsiasi, meglio se dotato di giochi d’acqua. In California c’era bisogno dell’auto per raggiungere il playground più vicino; qui per fortuna ci si arriva a piedi, e in venti minuti di bus si raggiunge anche il parco “bello”, col bar, i prati curati e una piscinetta per i bimbi. E lì ci si può sedere e rilassarsi per due minuti netti, guardando i bambini più grandicelli e le loro mamme che chiacchierano tra loro, e sognare il momento in cui si potrà distogliere per qualche istante lo sguardo dalla prole senza che nessuno metta in bocca cartacce o cerchi di fuggire all’improvviso. 
In attesa di quel bel dì, a Londra in estate si sta proprio proprio bene.