Ciao, sono Marta e vorrei parlarti di una cosa importante.

Oggi, in Italia e in altri paesi del mondo, è la festa della Mamma, e per l’occasione torno sul blog per parlarvi di qualcosa che riguarda molte mamme da vicino: i disturbi dell’umore in gravidanza e nel post parto.
In Italia, almeno una donna su dieci accusa sintomi di depressione in gravidanza, e una donna su sette sviluppa una qualche forma di disturbo dell’umore tra la nascita del bambino e il suo primo anno di vita.
Queste sono stime al ribasso, perché ci si vergogna ancora tanto di uscire allo scoperto e chiedere aiuto.
La depressione perinatale non è una colpa, una punizione o qualcosa da sopportare “perché è normale”: è semplicemente una malattia. A nessuno piace essere malato, e nessuno merita di esserlo.
Questo tipo di disturbo dell’umore colpisce donne di ogni estrazione sociale ed economica. La depressione è una malattia subdola, che si manifesta in mille modi diversi. Aver già sofferto di disturbi dell’umore in passato è un fattore di rischio, ma questo mostro dalle mille teste si presenta anche in donne che non ne hanno mai avuto esperienza.
La depressione post parto è una vera e propria malattia, che se non trattata può mettere a rischio il rapporto col bambino dai primissimi giorni di vita, incidere negativamente nel rapporto col partner e con altri figli, aumentare l’insorgenza di problemi nel bambino e, nella mamma, la probabilità che la malattia stessa diventi cronica.
La depressione prenatale, oltre a quanto già elencato, se trascurata aumenta il rischio di parto prematuro e la probabilità che si soffra in seguito di depressione post parto.
Non si esce dalla depressione (di nessun tipo) semplicemente tenendo duro, “pensando a cose belle”, sfogandosi con un’amica, facendo più sport, pregando, meditando o assumendo integratori. Queste ultime sono sicuramente ottime strategie di prevenzione, e possono aiutare quando un percorso terapeutico è già in atto; ma se una persona è depressa ha bisogno di un supporto professionale, che sia psicologico, psichiatrico o entrambe le  cose.
Personalmente, ho sofferto di depressione post parto dopo la nascita di Davide, e di depressione prenatale durante il primo trimestre di attesa di Olivia. La seconda è stata talmente severa che ho pensato per settimane di interrompere la gravidanza. Ho chiesto aiuto subito, e grazie a Dio l’ho trovato.
Se pensi che una donna che conosci stia soffrendo di un disturbo dell’umore legato alla gravidanza o alla nascita di un figlio, fai il primo passo e aiutala a chiedere aiuto: difficilmente lo cercherà da sola, un po’ perché la depressione le fa credere di non averne bisogno o diritto, un po’ perché ha paura di essere etichettata come “cattiva mamma”, di essere  giudicata o che le venga portato via il suo bambino/a.
Se invece sei mamma, o stai per diventarlo, e non stai bene, fatti coraggio e parlane con qualcuno. È dura, durissima, ma meriti di essere serena, anche se la tua malattia forse sta cercando di farti credere che non è così. Se hai bisogno di parlare, contattami senza problemi.

Ecco due (di numero!) risorse online per approfondire l’argomento.
In inglese:
http://www.postpartumprogress.com

In italiano:
http://www.depressionepostpartum.it

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