L’altra stagione (un veloce aggiornamento)

Non siamo svaniti nel nulla cosmico, sappiatelo: è successo semplicemente che l’estate è finita. Dopo mesi di riti propiziatori e preghiere, la pioggia è arrivata sul nord della California, insieme al freddo dell’altra stagione: non è inverno, per noi che siamo abituati a piumini e cappotti, e non è nemmeno autunno, perché siamo a dicembre.
Va comunque precisato che, anche se noi non percepiamo un freddo eccessivo, i nostri concittadini che arrivano forse da zone più calde del globo indossano giacche pesanti già da mesi, e in particolare da settembre al playground si vedono certi bimbi intabarrati che nemmeno al Polo Sud. Poi dicono che sono le mamme italiane quelle fissate col freddo!
Due cose però accomunano il dicembre californiano e quello milanese, e la prima è che le giornate sono sempre più corte. Quando arriva il buio, e magari piove, bisogna inventarsi sempre nuove tecniche per intrattenere il quasi duenne, le cui energie sono praticamente inesauribili. E quindi via a balli, capriole, preparazione di biscotti, disegni (quando ne ha voglia) e infine passeggiate a trovare le papere nel vicino laghetto.
Il secondo minimo comun denominatore con l’autunno/inverno meneghino è costituito (ohimé) dai malanni di stagione, coadiuvati dal fatto che ormai Davide è un bimbo socievole e sociale e che frequenta altri bambini. Il guaio è che, come tutti i genitori sanno, con un pargolo malaticcio si attiva il malefico “effetto untore”, per cui, quando il malanno entra tra le mura domestiche, si può star praticamente certi che lo passeranno, prima o poi, anche mamma e papà. La chiave è fare il possibile per avere almeno uno dei due adulti in forma in ogni momento: per ora ce l’abbiamo fatta, per il resto della stagione lo sa Dio. Non ci resta che mangiar sano, stare all’aperto e lavarci bene le mani per aiutare il sistema immunitario…e attendere i nostri ospiti che arriveranno ad allietare la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.
A presto!
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