Andiamo al supermercato

Gli Stati Uniti sono una nazione grande e incredibilmente diversificata, e la Bay Area è un microcosmo molto particolare. Mille culture e stili di vita diversi si incrociano e si contaminano più o meno pacificamente. Per questi e altri motivi, credo sia abbastanza diverso fare la spesa al super qui da come potrebbe esserlo in Oklahoma o in North Dakota. Ma alla fine il supermercato è supermercato, e tra l’Esselunga di Rubattino e il Whole Foods di Cupertino le differenze vanno cercate nei dettagli.
Ad esempio, in tutti gli stores visitati sinora abbiamo notato che latte, uova e yogurt sono disposti non nelle corsie, bensì lungo le pareti. Questo perché gli scaffali sono in realtà aperti e dietro (ovvero nel retro del negozio) ci sono gli omini che provvedono a rifornirli! La prima volta che ho incrociato lo sguardo di un commesso che stava sistemando gli yogurt da dentro lo scaffale mi è venuto un infarto. Non so come mai venga usata questa metodologia: forse c’entra qualcosa il fatto che gli americani bevono latte a tutte le ore, e quindi gli scaffali vanno riempiti costantemente.
Un’altra cosa piuttosto bizzarra per noi italiani (almeno per me) è la possibilità di acquistare ghiaccio al supermercato, ovviamente in quantitativi mastodontici. Un po’ come nel libro della vecchia Milano che possiede mia zia, in cui si vede “quel del giazz” col suo carretto che, fino all’avvento del frigorifero, girava per le strade meneghine. Qui ovviamente non è che manchino i frigoriferi: credo che, anche in questo caso, sia l’uso sfrenato del ghiaccio nelle bibite che fa sì che la gente trovi sensato acquistare giganteschi sacconi di ghiaccio al supermercato. Per me resta un mistero. Ho provato a indagare in merito in rete, ma alla domanda “why do american supermarkets sell ice” nemmeno l’onnisciente Google ha saputo rispondere.
Una cosa che trovo invece sensata, rispetto al funzionamento italiano, è il funzionamento della tessera fedeltà: se non l’hai con te,  di solito, puoi comunicare in cassa il tuo numero di telefono (o inserirlo nel POS, se non vuoi farlo sapere a tutto il negozio) e va bene lo stesso. In Italia invece se non hai con te fisicamente la Fidaty sono cavoli tuoi. Say what?!
L’ultima differenza sostanziale, e forse è la più nota, è la presenza, in svariati super, dell’imbustatore, ovvero una persona in cassa che sistema la tua spesa nei sacchetti. Se non c’è questa persona, se ne occupo direttamente il cassiere. Nei posti più cari, tipo Whole Foods appunto, se ti vedono in difficoltà ti aiutano anche a svuotare il carrello sul nastro e a portare la spesa alla macchina. All’inizio la reazione dell’italiano, abituato alla tipica cassiera nostrana che ti lancia la roba in fondo allo scivolo e cara grazia se saluta, è quella di sentirsi un orribile schiavista, ma poi pian piano si cede alla comodità, soprattutto quando si hanno bambini. Puoi tranquillamente spiegare come vuoi separata la spesa e loro agiscono di conseguenza, ma il sistema standard che adottano è quello delle cose da frigo da una parte, cose da dispensa da un’altra e via discorrendo; quindi la spesa risulta suddivisa già molto più metodicamente di come farei io!
Detto questo, potremmo passare al capitolo “qualità e ingredienti del cibo da super americano”, ma è un argomento talmente vasto e spinoso che va rimandato a uno o più post dedicati, che spero di scrivere al più presto. Nel frattempo, buona giornata e buona spesa a voi!

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s