Cara amica ti scrivo, o meglio ti spedisco…

Come forse già sapete, sono una mamma koala: pratico il babywearing da quando Davide aveva quattro giorni e amo scambiare opinioni in merito con altre “colleghe”. Così, quando lunedì scorso ho avuto l’esigenza di spedire una ring sling, dall’altra parte degli Stati Uniti, mi sono interrogata su quale potesse essere il modo più efficiente.
Già, perché, come chiunque abbia vissuto in Italia sa, nella cara vecchia patria fare o ricevere una spedizione di un collo è un po’ sempre un terno al lotto. Personalmente non mi è mai nemmeno passato per l’anticamera del cervello di affidarmi a Poste Italiane e ho sempre utilizzato corrieri privati, anche qui con alterne fortune.
Qui però mi sono detta: se gli americani si fidano delle loro poste al punto da utilizzarle per inviare assegni forse si può farci un pensierino.
Ho quindi digitato nella barra degli indirizzi usps.com (acronimo di United States Postal Service) e sono atterrata sulla home page dove, guarda caso, compariva un chiarissimo diagramma su come effettuare una spedizione.
Primo dubbio: come confezionare il collo? Semplice: basta scegliere nello shop virtuale la scatola delle dimensioni appropriate e farsela spedire a casa. Gratis, ovviamente. Non si sa bene di quanto spazio si avrà bisogno o si è incerti sulle conversioni inches/centimetri? Si può ordinare, sempre gratis, un set di 4 scatole di dimensioni diverse.
Per la mia fascia ad anelli, lunga ma pieghevole, ho scelto una “medium box”.
Ed ecco che martedì, il giorno successivo all’ordine, è arrivata la mia bella scatola in cartone tra la posta in arrivo.
Il passo successivo è stato scegliere il tipo di recapito desiderato. Ci sono svariate opzioni; io ho scelto la più semplice, ovvero spedizione in due giorni, assicurazione gratuita fino ai cento dollari. La distanza era di circa 5000 km.
Ho compilato i campi della form online, fatti bene e a prova di babbuino, o di expat straniero 🙂
Ho scelto il giorno in cui intendevo spedire il pacco, inserito l’indirizzo e via discorrendo, e ho pagato con carta di credito (ovviamente c’è anche l’opzione PayPal). Il costo totale è risultato essere di 11 dollari circa, più o meno 8 euro e dieci.
Ho richiesto, ovviamente, la tracciatura via e-mail della spedizione e ho stampato la mia bella lettera di via da attaccare sulla scatola.
Infine, tornando sullo schema delle spedizioni, ho cliccato sulla voce “Schedule a pick up” e ho quindi richiesto il ritiro a domicilio per il giorno dopo.
Se avessi richiesto una spedizione per il giorno stesso avrei potuto semplicemente portare il collo al più vicino ufficio postale. MA NEMMENO IN QUESTO CASO AVREI DOVUTO FARE CODE! (sì, sto strillando, perché sono francamente basita) Ci sono delle apposite caselle, grandi e grosse, dove depositare la spedizione senza dover far perdere tempo a nessuno, o perderne noi. Se non avessi avuto la stampante a casa, avrei potuto fare tutto da una postazione self service, sempre nell’ufficio postale.
Ho potuto specificare dove avrei lasciato il collo: in questo modo non son dovuta correre ad aprire al postino nel mezzo di un riposino del Davide (e la mia anima antisociale ha ovviamente esultato per aver evitato una inutile interazione con il prossimo :p). Big win! Questo servizio è a pagamento solo se si sceglie un orario specifico: se si opta per il pickup in orario di consegna della posta, è gratuito. Del resto qui i postini si aggirano con il loro fantastico furgoncino, in cui hanno spazio per pacchetti di piccole e medie dimensioni.
Mercoledì ho dovuto solo ricordarmi di depositare il mio collo davanti alla porta d’ingresso e attendere.
Venerdì una mail mi ha avvisato di quanto la mia amica Laura mi ha confermato: ring sling consegnata a destinazione!
Insomma, con un esborso minimo, zero sbattimenti e praticamente senza uscire di casa ho organizzato una spedizione a lunghissimo raggio che è andata a buon fine in maniera rapida e impeccabile.
Non posso che giubilare di queste poste così efficienti. Proprio come in Italia, eh? 😉
NB: ho saputo, leggendo sul web, che anche le Poste nostrane offrono da un paio d’anni un servizio simile, di nome (non proprio beneaugurante) PaccoWeb. L’avete provato? Cosa ne pensate?

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3 thoughts on “Cara amica ti scrivo, o meglio ti spedisco…

  1. Ah! (sospirone)
    Tenendo conto del mio conflittuale rapporto con le poste italiane, che mediamente mi fanno perdere un pacco ogni dieci cose che ordino, non posso che invidiarti per questo

  2. io ho risolto tutti i miei problemi con spediresubito.com vengono a prendere il pacco direttamente nel mio negozio i prezzi sono molto bassi ed il corriere è affidabile

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