Way to go, #SFBatKid!

Spesso, in questi due mesi, ascoltando la radio, origliando qualche discorso iperbolico per strada o trovandomi davanti qualche coloratissima réclame, ho scosso bonariamente la testa pensando “questi americani… sembrano tanti bambinoni”.
Sempre pronti a farsi causa e a difendere la propria (presunta?) libertà, sospettosi verso il governo e verso il resto del mondo, autoreferenziali e autocelebra al limite del ridicolo a volte, i cittadini americani sono però capaci di cose pazzesche, di grandi solidarietà e di slanci che in patria non riesco proprio a immaginare.
Il popolo che ci ospita è simile al nostro, eppure profondamente diverso; e all’improvviso ti sa sorprendere, lasciandoti a bocca aperta.
La fondazione Make-A-Wish si occupa, come il nome lascia intuire, di esaudire i desideri dei bimbi malati. A San Francisco vive Miles, che ha 5 anni e combatte contro la leucemia da quando ha 20 mesi. Grazie a Dio, la sua malattia è stata dichiarata in remissione, ma lui ha un desiderio: essere Batman per un giorno, o meglio Batkid. Make-A-Wish accetta la sfida.
Ed è così che San Francisco diventa per un giorno Gotham City, un politico manda un videomessaggio da Washington chiedendo l’aiuto di Batkid e dodicimila persone, tra volontari e semplici cittadini, aiutano e assistono all’impresa del supereroe in miniatura: liberare la mascotte dei San Francisco Giants dalle grinfie del Pinguino e dell’Enigmista. Ciò avviene nello stadio AT&T Park, dopodiché Batkid riceve le chiavi della città (di cioccolata) dal sindaco, come è giusto che sia.
Anche il sito del dipartimento di giustizia riporta l’eroica impresa del nuovo supereroe di San Francisco. Perfino il presidente Obama si commuove via Twitter, e poi invia un messaggio a Miles dal suo nuovissimo account Vine.
Qui potete leggere la storia sulle pagine del San Francisco Gate, e ammirare Batkid che arriva sulla sua fiammante Lamborghini Batmobile, accompagnato dal suo aiutante Batman.
Ecco… voi ve la immaginate, in Italia, una storia così?

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