Ma sì, che sarà mai…

…ovvero, problemi che avevamo preso un po’ alla leggera prima di partire, e sui quali ci siamo dovuti ricredere.
L’elenco non è assolutamente esaustivo ed è in ordine casuale.
Il traffico: venendo da Milano, credevo che fosse un po’ un’esagerazione quella che voleva che abitare in un paesino piuttosto che in un altro potesse fare la differenza. “Tanto sono tutti attaccati!” Ed è vero, peccato che il traffico ci sia, e pure parecchio. Certo, molto più educato che in Italia, ma tanto da far rivalutare le distanze e chiederci come avremmo fatto se, seguendo l’idea iniziale, avessimo deciso di prender casa dall’altro lato della baia.
Le recensioni non proprio entusiastiche della casa temporanea: i soliti americani pigri che vogliono la pappa pronta, dalle foto sembra bellissima…poi arrivi, fai le tue valutazioni, pensi a quanto stia costando e ti rendi conto che “i soliti americani” avevano ragione.
Il problema del formaggio. Qui va per la maggiore il formaggio in blocco. È giallo, è unto e pastoso, fine. Ogni tanto, per provare un brivido esotico, ci mettono dentro dei peperoncini. Al limite, se sei fortunato, riesci a scovare in qualche negozio che vende cose “per gourmet” un caprino rigorosamente sottovuoto e in quantità omeopatica. Lo sappiamo, il formaggio fa male, ma dateci una bella fetta di zola con la goccia, per pietà!
Parlando di salute, ancor prima di partire abbiamo scelto un’assicurazione sanitaria che ci coprisse fino a quando Andrea non avesse iniziato a lavorare: “ma cosa vuoi che succeda…hmmm, vabbè facciamola, che non si sa mai”, e meno male, aggiungerei. Ma questo è argomento per un altro post, perché in generale la sanità made in USA merita una discussione a parte.
Last but not least: lo spettro dell’immigrato di ogni nazionalità, il credit score. Qui, per ogni acquisto più impegnativo di un cheeseburger, chi vende fa un controllo sulla tua capacità di pagatore presso una centrale rischi. Vuoi affittare casa? Credit check. Hai bisogno di una connessione a Internet? Credit check. Sei appena arrivato da un altro paese e il tuo credit score è praticamente inesistente? No problem: doppia cauzione o doppio anticipo e siamo a posto. Che però, in una zona dove una casa decente non costa meno di 3000 dollari al mese, significa spendere e spandere con una facilità e una rapidità inusitate. Tanto più che le carte di credito mica funzionano come in Italia, con l’addebito in rid sul conto: di default sta a te pagare alla società, partendo da un importo minimo anche piuttosto ridicolo. Nessuno stupore se poi la gente va decisamente in rovina, spendendo soldi che non avrà mai la possibilità di ripagare. Piuttosto assurdo e (per me) inquietante. Ma questa è davvero la terra dell’iniziativa personale e della libertà individuale portate alle estreme conseguenze, e a volte per noi europei sono estremi anche i pro e i contro.

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2 thoughts on “Ma sì, che sarà mai…

  1. a me la cosa delle carte di credito, ammetto, spaventa assai. Ma ho un rapporto con il denaro piuttosto conflittuale già in Italia, figuriamoci se fossi all’estero…

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